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La Tafonomia

Con il termine tafonomia si intende la scienza che studia i processi cui vanno incontro i resti  organici dopo la  morte fino alla eventuale fossilizzazione. Una ricostruzione di tali processi si ottiene: (1) dall’esame dei sedimenti in cui è conservato il fossile; (2) dalla sua giacitura; (3) da un attento esame del fossile per capire la durata e la modalità del seppellimento da parte dei sedimenti, interpretare le alterazioni, quando presenti, se dovute dall’attività di agenti atmosferici e/o biologici (p.e. attacco di microorganismi, radici, calpestio, predazione ivi inclusa quella dell’uomo).

Nel caso del mammut meridionale di Madonna della Strada sappiamo che il suo scheletro giaceva all’interno di una barra sabbiosa, formatasi al fronte di una conoide sommersa, depostasi prima dei sedimenti francamente lacustri, costituiti da argille e livelli di lignite.

L’elefante dopo la sua morte era dunque poggiato sul fondo e ai margini dell’antico bacino lacustre. Lo scheletro era adagiato sul lato sinistro, con il bacino ruotato di 90° in posizione supina. L’animale deve essere morto dunque, nei pressi della sponda del lago o del torrente immissario che alimentava la conoide. Successivamente dopo la sua morte la carcassa è stata rimossa e spinta dalle correnti di riflusso verso il lago, arrestandosi  sulla barra dove il fondale, in quel momento, era meno profondo. La posizione della testa che non era rovesciata, come negli animali morti per annegamento, ma reclinata sul lato sinistro, conferma che l’affondamento nelle acque del lago è avvenuto post mortem. La zanna sinistra mancante era già stata persa in vita. Quando iniziò la putrefazione, la parte posteriore del corpo, rigonfia di gas, è riaffiorata e galleggiata determinando la posizione supina e divaricata delle zampe posteriori. La pelle spessa dell’animale, macerando molto lentamente, ha protetto a lungo lo scheletro impedendone lo smembramento. Successivamente, e contemporaneamente ad un ennesimo innalzamento del livello del lago, lo scheletro fu sepolto definitivamente dai sedimenti argillosi.

Il processo di fossilizzazione è iniziato già nella prima fase di seppellimento ed è poi proseguito nel corso della diagenesi dei sedimenti con i fluidi circolanti, ricchi di sostanze minerali come ad esempio gli ossidi di ferro che ne hanno impregnato e colorato le ossa.

L’ipotesi più attendibile della causa di morte dell’esemplare è la vecchiaia, come accade oggi alla maggior parte degli elefanti.